JEKYLL ON ICE
ARTE DI MORIRE

       LA LETTERA

In scena: Paolo Nani

Ideazione: Paolo Nani e Valentino Dragano

Regia: Giorgio Gallione

Collaborazione creativa: Nullo Facchini 

Musiche ed editing del suono: Oliver Nani, Valentino Dragano, Thomas Dinesen

Scenografia e Costumi: Julie Forchhammer 

Voci fuori campo: Stefania Carcupino, Valentino Dragano, Raffaella Chillè

Tecnica: Per Aagaard 

Co-produzione con: Carte Blanche (Danimarca)

Paolo Nani, torna ad affrontare la sfida coraggiosa di raccontare una storia da solo in scena.

 

A tutti è capitato di avere la sensazione che le cose si rivoltino, che sia il mondo ad avercela con noi, ostacolandoci nei modi più inattesi e crudeli. 

 

Nella vita quotidiana, in effetti, non amiamo i problemi, i conflitti, gli incidenti.

 

È interessante però notare come proprio conflitti, promblemi, incidenti, siano vitali nel teatro. Senza conflitti non ci sarebbero né Teatro, né Cinema, né Letteratura.

Ci piace vedere il comico scivolare sulla classica buccia di banana, perchè sappiamo che si tratta di un gioco sotto controllo.

 

Teatro. Vita.

La vita è una strada disseminata di piccole catastrofi, di imprevisti. Il teatro invece è controllo totale della scena, del corpo, della voce.... Il punto di contatto tra vita e teatro diventano allora proprio gli incidenti, ciò che sfugge al calcolo ed alla premeditazione e che può volgere tutto in disastro o in liberazione dai limiti della noia quotidiana.

 

L'attore in scena in PICCOLE CATASTROFI diventa allora oggetto di tutte le sciagure che possono affliggere uno spettacolo teatrale, la distruzione del mixer, la perdita dei trucchi di scena, la ribellione dei microfoni... dando vita così per contrasto ad un pezzo di bravura attoriale irresistibile... Questo meta-teatro brillante e sagace, crea, come spesso nel lavoro di Paolo Nani, una maschera difficile da dimenticare, in miracoloso equilibrio tra divertimento, commozione, intelligenza e puro virtuosismo.

 

Paolo Nani, assistito dai gioiosi trucchi scenici del teatro fisico, mette in scena questa rivolta delle cose che denuncia la nostra limitatezza, ma anche il nostro piccolo eroismo quotidiano nel voler raggiungere un obiettivo a tutti i costi, contro ogni possibile fato.

E quindi si ride, si ride tanto come in tutti i lavori di questo grande attore, ma anche si viene portati a riflettere inevitabilmente sul secondo livello di questo spettacolo: 

il rapporto tra vita e teatro. 

 

La grande preparazione fisica e tecnica dell’artista, fanno di questo spettacolo un altro piccolo gioiello di precisione e incredibile bravura destinato ad affiancarsi a “La lettera” nell’antologia internazionale del teatro non verbale.